La Corte di Cassazione è tornata - nuovamente - a pronunciarsi sull'ipotesi della metodologia di notifica della cartella di pagamento dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia) da applicare nel caso in cui il destinatario (o, comunque, persone con lui "conviventi") sia assente presso la sua abitazione al momento della "visita" del messo notificatore.

A riguardo, detta situazione viene comunemente definita "irreperibilità relativa" del destinatario, e l'articolo di riferimento viene individuato nel 140 del codice di procedura civile, il quale trova applicazione anche nel diritto tributario.

Il citato articolo 140 del c.p.c. recita testualmente: "Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell'articolo precedente, l'ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento".

Ebbene, con la recente sentenza n° 26939/19,  i Giudici della Suprema Corte, hanno affermato che ai fini della validità della notifica per c.d. "irreperibilità relativa" ex art. 140 c.p.c. " è necessario che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l'inoltro al destinatario e l'effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito dell'atto presso la casa comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione".

In conclusione, in mancanza della prova della spedizione e dell'effettiva ricezione della lettera informativa (ossia, una raccomandata con cui il destinatario viene informato della necessità di recarsi presso il Comune al fine di ritirare u n plico a lui destinato) da parte dell'Agente della Riscossione, la notifica della cartella di pagamento è nulla e, con essa, anche il debito tributario contenuto.

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Cass., n° 26939/19