E' inesistente giuridicamente la notifica a mezzo PEC di un atto tributario (cartella di pagamento, avviso di accertamento, intimazione di pagamento, fermo amministrativo, iscrizione ipotecaria, etc.), qualora lo stesso sia privo di firma digitale.

Sono queste le conclusioni a cui sono approdati i Giudici della Commissione Tributaria Provinciale di Pisa - Sezione 3 (Presidente Dott. G. Schiavone - Relatore Dott. G. Modica), per mezzo della recente sentenza n° 292/19.

"Nelle comunicazioni digitali", afferma il Collegio Pisano, "la PEC ha valore sì probatorio come la ricevuta di consegna che certifica che il documento è stato consegnato al destinatario, ma quello che fa la differenza è la firma digitale [...]. Quindi solo i documenti originali informatici sottoscritti con firma elettronica digitale hanno piena efficacia giuridica [...]".

Nel contenzioso in oggetto, il contribuente aveva sollevato l'eccezione di inesistenza giuridica della notifica dell'atto impugnato per assenza di sottoscrizione digitale. A seguito di detta attività difensiva, l'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia) si limitava ad affermare la "presenza" della firma digitale, senza tuttavia produrre alcun documento informatico in originale tale da permettere una necessaria verifica in tal senso.

Pertanto, la C.T.P. di Pisa, tenuto conto della circostanza secondo cui l'Ente della Riscossione "[...]dimentica di non avere allegato alle proprie deduzioni il file dal cui esame risulterebbe che esso è sottoscritto con firma digitale del responsabile del procedimento", ha sancito senza mezzi termini l' "inesistenza giuridica della notifica effettuata a mezzo PEC per omessa firma digitale".

Per maggiori informazioni vedi la sentenza in formato .pdf.

C.T.P. di Pisa, n° 292/19