La Corte di Cassazione ritorna a pronunciarsi in tema di prescrizione triennale del debito erariale riguardante la Tassa automobilistica (conosciuta ai più come "bollo auto").

Ebbene, in forza della recentissima sentenza n° 2014/19, i Giudici della Suprema Corte hanno confermato l'ormai solido orientamento della giurisprudenza sul punto: il c.d. bollo auto "si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento".

Il termine di prescrizione triennale del bollo auto è altresì previsto dal Legislatore: l’art. 5 del D.L. n° 953/82, riferendosi espressamente alla Tassa automobilistica, specifica quanto segue: “l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli [...] nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”.

Non solo: la Corte di Cassazione ha inoltre precisato, per mezzo della sentenza in parola, che "la maturazione di detto termine non può certo considerarsi evitata per effetto della notificazione (in epoca successiva alla scadenza del termine medesimo) di una cartella di pagamento non tempestivamente preceduta dall'atto presupposto necessario a mettere al corrente il destinatario della pretesa dell'ente pubblico, idoneo cioè a generare l'interruzione del decorso del termine prescrizionale".

In conclusione, è ormai chiaro che l'orientamento della Corte di Cassazione è quello di riconoscere la prescrizione triennale del bollo auto, annullando qualsiasi provvedimento dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia) che non "rispetti" detto principio.

Per maggiori informazione vedi sentenza in formato .PDF

Corte di Cassazione n° 2014/19