La rateazione presentata all'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia) non costituisce riconoscimento del debito: il contribuente ha sempre il diritto di contestare la somma richiesta (C.T.P. di Pisa n° 240/18).

La Commissione Tributaria Provinciale di Pisa, in forza della sentenza in commento, ha statuito che l'istanza di rateazione non costituisce riconoscimento del debito, né rappresenta atto interruttivo della prescrizione.

Questi i fatti del processo: il contribuente impugnava una serie di cartelle di pagamento a mezzo estratto di ruolo, eccependo sia la mancata notifica delle stesse che l'intervenuta prescrizione quinquennale del debito.

Si costituiva in giudizio l'Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex Equitalia), sottolineando la circostanza secondo cui il contribuente aveva presentato nel corso degli anni diverse istanze di rateazione per le cartelle di pagamento impugnate e, pertanto, nessuna prescrizione del debito e/o omessa notifica poteva essere pronunciata.

Ebbene, i Giudici pisani hanno affermato che "nessun termine interruttivo può invocarsi al riguardo con la circostanza che il contribuente ha depositato istanze di rateazione perché non solo non rappresentano alcuna interruzione della prescrizione ma non sostituisce certamente la notifica delle. cartelle esattoriali. La rateizzazione, poi, non rappresenta riconoscimento del debito erariale" (vedi anche http://marrucci.studio/post.php?p=87).

Sulla base di tali premesse, la Commissione Tributaria Provinciale di Pisa ha annullato il debito erariale del contribuente, in quanto - per alcune cartelle di pagamento impugnate - ha ritenuto irrimediabilmente viziata l'attività di notifica, mentre - per altre - ha affermato la prescrizione del debito erariale.

Per maggiori informazione vedi sentenza in formato .pdf.

C.T.P. Pisa n° 240/18 il rateizzo non costituisce riconoscimento del debito